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elementi base di marketing

18 dicembre 2009

per un lavoro ho creato delle lezioni di elementi di marketing per principianti in cui spiego alcune linee guida sulla materia.

ho utilizzato il metodo slide,in quanto lo ritengo il migliore per trasmettere curiosità e per non far annoiare troppo chi ci ascolta.

elementi di mktg.1

elementi di mktg.2

elementi di mktg3

elementi di mktg4

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ifeed!

20 novembre 2009

Guardando il blog di un amico che si occupa di informare i propri lettori sulle novità che escono nella sua città, ho pensato che sarebbe stato molto più semplice per i lettori che il suo blog avesse dei feed.

E’ molto più semplice ricevere dei messaggi che ti avvertano delle novità che non andare a cercare sempre nei tuoi siti preferiti se ci sono dei nuovi post no?

Grazie a questa semplice riflessione la galassia web è riuscita a creare una nuova e brillante soluzione, il feed appunto.

il Feed é un file che permette l’interscambio dei contenuti di un blog con altri blog, siti e applicazioni. Un modo semplice e comodo per essere informati in tempo reale, ma anche di scambiare informazioni allo stesso modo. Grazie al feed, è possibile ricevere sul proprio computer aggiornamenti sulle ultime notizie pubblicate dal sito e ripubblicarle a nostra volta.

Qualcuno si domanderà: “ma non andava bene la newsetter”?Il feed  è molto più veloce e dinamico in quanto premette l’interoperabilità e l’interscambiabilità del contenuto fra le diverse applicazioni o piattaforme; lo scambio è bidirezionale, mentre nella newsletter, lo scambio non avviene e la trasmissione del contenuto è periodico e monodirezionale.

I più diffusi formati di feed, basati su XML, sono RSS, RDF e Atom. Sui blog sono indicati da un’icona generalmente color arancio o dalla scritta “syndicate”.

Il web feed presenta alcuni vantaggi, se paragonato al ricevere contenuti postati frequentemente tramite email:

  • Nell’iscrizione ad un feed, gli utenti non rivelano il loro indirizzo di posta elettronica. In questo modo non si espongono alle minacce tipiche dell’email: lo spam, i virus, il phishing, ed il furto di identità.
  • Se gli utenti vogliono interrompere la ricezione di notizie, non devono inviare richieste del tipo “annulla la sottoscrizione”; basta che rimuovano il feed dal loro aggregatore.

Un feed è usato per fornire agli utilizzatori una serie di contenuti aggiornati di frequente. I distributori del contenuto rendono disponibile il feed e consentono agli utenti di iscriversi al loro contenuto. L’utente a questo punto necessita di un sito che riesca ad abbracciare tutti i feed a cui si iscrive  e che sia in grado di leggerli tutti. Per fare ciò, quindi abbiamo bisogno di un aggregatore ovvero di un’applicazione o software web che sia in grado di gestire l’insieme di feeds (aggregazione) in modo simultaneo. Una volta scelto il programma più adatto a voi (ci sono aggregatori gratuiti, a pagamento, da scaricare e installare e altri come Google reader direttamente sul web). Il programma che vi consentirà di raggruppare i canali Rss di notizie (politica, cronaca, sport, ecc.) che vi interessano, permettendo di creare uno spazio di informazione unico, in pratica un “notiziario personale.

Consiglio in questo caso un video molto interessante creato da CommonCraft, in cui si spiega il funzionamento di un feed e come crearlo.

enjoy the video!

PRIMO PASSO: CREARE UN ACCOUNT

iscriversi ad un aggregatore creando il proprio account. Per semplicità esamineremo Google Reader. Se avete già un account gmail è ancora più semplice perchè potete utilizzare la vostra mail come account di accesso.

SECONDO PASSO: AGGIUNGERE SOTTOSCRIZIONE

iscrizione su google reader

Per aggiungere il feed di un blog di cui vuoi seguire le novità oppure di un sito di informazioni sportive,devi aggiungere l’URL , che non è altro che l’indirizzo di ciò che ti interessa. Basta clickare su aggiungi iscrizione.

Vedrete il feed iscritto nell’apposito elenco di abbonamenti RSS sul lato sinistro della pagina.

E’possibile raggruppare i propri feed in cartelle a cui possiamo dare il nome, per meglio gestirle.

Basta selezionare il  feed che ci interessa, come ad esempio Repubblica.it>homepage (1000+) (come da immagine sopra)

in alto a destra apparira la seguente scritta:

selezionando  il menù a tendina di “Impostazioni feed”,  clickiamo su nuova cartella, Google Reader aprirà una piccola finestrella come questa, in cui si può scrivere il nome della cartella.

Fin qui ho spiegato i primi passi da fare per leggere tutte le ultime notizie che vogliamo, ma in realtà eravamo partiti da un’altro punto, ovvero …ma se volessi aggiungere dei feed al mio blog?

al prossimo post……!!!!

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apprendimento formale/non formale/informale.

5 novembre 2009

Cercando d’offrire un approfondimento sul PLE; ho ritenuto giusto fare un breve appunto su una componente fondamentale, l’apprendimento, condizione senza la quale un buon PLE non può prender vita.

L’apprendimento è una capacità innata di ogni essere vivente senza la quale non sarebbe possibile la sopravvivenza. E’  la modificazione del comportamento che si basa sull’esperienza e che dura nel tempo. L’apprendimento di natura esperienziale quindi è un processo in cui la costruzione della conoscenza avviene passando attraverso l’osservazione e la trasformazione dell’esperienza. Non attraverso la passiva acquisizione di nozioni, concetti e relazioni.

Uno schema estremamente interessante sulla modalità di apprendimento,  ce lo offre il modello di Kolb.

kolb' s model

modello di apprendimento di kolb

Kolb afferma che ci sono 4 stadi di apprendimento:

  • stadio delle esperienze concrete, dove l’apprendimento deriva dalle percezioni e dalle reazioni alle esperienze.
  • stadio dell’ osservazione e riflessione, dove l’apprendimento deriva dall’ascolto e dall’osservazione .
  • stadio della concettualizzazione astrattao formazione di concetti astratti, dove l’apprendimento prende la forma soprattutto del pensiero e dell’analisi dei problemi in modo sistematico.
  • stadio della sperimentazione attiva, applicazione in nuove situazioni, dove l’apprendimento deriva soprattutto dall’agire, dallo sperimentare, osservando i risultati.

per apprendere in maniera efficace è necessario un confronto continuo con l’eseprienza concreta. In molti casi l’apprendimento prende l’avvio da un’esprienza concreta e dagli effetti che da questa derivano.

All’interno del PLE possiamo individuare 3 tipologie di apprendimento:

Apprendimento formale: esso si sviluppa all’interno di un contesto strutturato e organizzato (educazione formale scolastica, corsi di formazione) che viene progettato come insegnamento. con una forma di riconoscimento ufficiale. in questo caso le decisioni tecniche sul cosa e sul come imparare non sono gestite da chi deve imparare ed  il discente ha un piccolissimo controllo sul processo.

Apprendimento non formale: si svolge al di fuori dele principali strutture d’istruzione e di formazione e di solito non porta a certidicati ufficiali. spesso è dispensato sul luogo di lavoro o nel quadro di attività di organizzazioni o gruppi della società civile. in questa categoria c’è l’aprendimento per pratica che avviene nei contesti di apprendistato e servizi istituiti a complemento di sistemi formali. il soggetto può in questo caso decidere il cosa apprendere , ma non il come, ovvero le metodologie e gestione di trasmissione dei contenuti, il soggetto, in questo caso ha un controllo parziale.

Apprendimento informale: è il corollario naturale della vita quotidiana. Non è necessariamente intenzionale e può non esser riconosciuto, dallo stesso soggetto come apporto alle sue conoscenze e competenze. Esso è il risultato delle attività quotidiane connesse a lavoro, famiglia e tempo libero. Viene spesso definito apprendimento esperienziale. Il soggetto ha una parte attiva in quanto è capace di decidere il cosa e il come aprendere. Il discente ha un controllo totale sul processo di apprendimento.

E’ proprio l’unione o la collabrazione sinergica tra formale, non formale ed informale  che rafforza il naturale percorso dell’apprendimento. Infatti Siemens afferma che non si tratta di guardare all’apprendimento come ad un processo di accumulazione progressivo di conoscenze , ma piuttosto di cura delle connessioni che rendono possibile la conoscenza stessa. Nell’era digitale la rete rappresenta l’ambiente privilegiato per l’ integrazione tra i vari stadi dell’apprendimento. Esso utilizza le connessione tra i nodi della rete. Un nodo è qualunque cosa che possa essere connessa ad un altro nodo: informazioni, dati, immagini, sentimenti. La condivisione del sapere crea il collegamento, la connessione tra nodi appunto.

I nodi creano le connessioni e sviluppano la rete, che è libera da vincoli oltre ad essere estremamente spontanea. Il naturale sviluppo della rete, infatti ha trasformato i gruppi di lavoro tipici del primo web 1.o con i loro ambienti costrittivi e piattaforme chiuse in comunità di lavoro web  definite “social networking”.

I social networks oggi dispongono di nuovi strumenti del web 2.0, conosciuti anche come social software technologies, che comprendono: podcast, web feeds, blogs, tagging e social bookmarking ecc…. che rapprensentano una concreta possibilità operativa per sfruttare l’enorme vitalità della rete.

E’ proprio la potenzialità sostanzialmente infinita dei social network di creare interconnessioni e nodi che ci permette di poter usufruire di un’ottimo giardino delle connessioni su cui far spaziare il nostro PLE.

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bloggando

20 ottobre 2009

Come il primo appuntamento…

si ebbene questo è lo stato d’animo che mi pervade da quando ho iniziato a lavorare ad un blog, scegliere il nome, il suo abito (veste grafica) e cosa più importante di tutte, il suo contenuto.

come la preparzione ad un primo appuntamento , ho cambiato idea mille volte, ho cambiato nome, ho cambiato grafica, ero indecisa. sempre con mille domande, andrà bene, potrà piacere, sarò troppo superficiale , troppo noiosa troppo stupida, quello che scrivo ha senso, sarà utile,mmm…??

ebbene questo stato di perenne indecisione ha fatto si che mi trovassi di fronte ad un toro da domare e prendere per le corna, ovvero quello del “CHI SEI”

mettersi in gioco e tirare fuori ciò che non faresti generalmente…

oltre alle domande “esistenziali” il blog mi ha costretto ad una riflessione più ampia sul world wide web,  quali sono i contorni di questa essenza fluida, le finalità e le potenzialità cercando anche di far luce su quello che potrà essere il futuro del nostro pensare e del nostro agire, come potrà cambiarci e come la società sta affrontando questa incredibile rivoluzione…

le risposte per fortuna non le ho e neppure mi preoccupo di averle , penso che la cosa più importante sia la voglia di scoprire, di scuriosare e mantenere la tua mente sempre in tensione nell’aspettativa di qualche scoperta innovativa ed interessante. Perchè l’importante non è la risposta ma la domanda…

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PLE, Personal Learning Enviroment

20 ottobre 2009

Grazie all‘opera di un mio maestro, poco tempo fa, studiando per un esame, ho scoperto un concetto totalmente nuovo per me, il PLE, ovvero Personal Learning Enviroment, che mi ha talmente affascinato da decidere di creare un blog appositamente per pubblicare ciò che ho appreso, sperando che anche altri utenti si possano avvicinare a questa “particolare concezione del vissuto quotidiano”

il PLE, la cui prima menzione ufficiale risale al 2004 con un progetto chiamato ” The Personal Learning Environments Session  dell’istituto JISC/CETIS Conference 2004 (Summary slides)
secondo wikipedia rappresenta:

* una serie di sistemi che aiutano i discenti a prendere il controllo e gestione dei loro propri apprendimenti.

questi sistemi sono supportati da alcune azioni che il discente deve attuare, come:

* fissare i propri obiettivi di apprendimento
* gestire il proprio apprendimento; amministrare i contenuti e i processi
* comunicare con gli altri nel processo di apprendimento

e quindi raggiungere gli obiettivi di apprendimento.

definito in questi termini il  PLE sembra esssere un sistema di regole di studio asettiche. Chiaramente la prima fonte che ho menzionato non a caso è l’enciclopedia libera wikipedia (essendo libera si presuppone che sia anche il più oggettiva possibile), per dare una stringatissima idea di che cosa stiamo parlando.

in realtà  il concetto di PLE può essere approfondito dicendo:

“è un ambiente in cui si vive un’esperienza di apprendimento formale e informale centrato unicamente sull’iniziativa dell’individuo. L’esperienza d’apprendimento oggi è resa sempre più accessibile dall’utilizzo del web 2.0 e dei vari tools ad esso collegati”.

Due parole per un breve excursus: 4 anni fa ho letto L’intelligenza collettiva. Per un’antropologia del cyberspazio, di Pierre Lévy Feltrinelli 1996.

Pierre Lévy , filosofo francese afferma:

“Che cos’è l’intelligenza collettiva? In primo luogo bisogna riconoscere che l’intelligenza è distribuita dovunque c’è umanità, e che questa intelligenza, distribuita dappertutto, può essere valorizzata al massimo mediante le nuove tecniche, soprattutto mettendola in sinergia. Oggi, se due persone distanti sanno due cose complementari, per il tramite delle nuove tecnologie, possono davvero entrare in comunicazione l’una con l’altra, scambiare il loro sapere, cooperare. Detto in modo assai generale, per grandi linee, è questa in fondo l’intelligenza collettiva.”

Molto più reale e tangibile oggi rispetto al 1996, questo libro introduceva quello che attualmente è visto come il concetto di Società della conoscenza. Qui il sapere è alla portata di tutti ed estremamente semplice da trovare. Detta così potrebbe essere lo slogan di una grande biblioteca, in realtà la chiave di volta sta nel poter modificare questa conoscenza contribuendo a produrla.

Ma come? attrraverso i servizi che oggi il web 2.0 ci offre. Ecco qui dei tools quali, e qui ne cito solo alcuni:

* Google
* wiki, per la scrittura collaborativa
* programmi per creazioni di Slide
* programmi per la condivisione di slide: Slideshare
* web browsers
* blog
* programmi di photo editing
* programmi di photo sharing : Flickyr
* programmi di Bookmark sharing :D elicio-us
* Skype

e molti altri…

Il luogo naturale in cui prende vita la società della conoscenza è appunto il web. Tratto distintivo è la connessione, come quelle di natura neuronale che più si avvicinano e ci danno un’idea di che cosa sia internet. Le connessioni ci premettono di aprire varie porte e dare uno sguardo a loro interno, quello che vedremo potrà piacerci , incuriosirci, divertirci, coinvolgerci, molestarci o lasciarci indiferenti. Ogni utente rapprensenta una risorsa per la rete grazie anche ai dati che ognuno di loro può produrre.  Dare spazio alle persone e  lasciare che forniscano e creino informazioni ha dato il via a  quello che viene così chiamato “Hackerabilità ovvero  la possibilità di consentire l’appropriazione di informazioni o parti dei servizi offerti. Questa attitudine crea un generale rimescolamento di contenuti e servizi che danno vita a nuove forme di sperimentazione e nuove possibilità di apprendimento.

Luogo naturale di sviluppo e creazione di contenuti è appunto la rete in cui ,sempre parafrasando Lèvy , l’intelligenza collettiva è distribuita ovunque, continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale e che porta ad una mobilitazione effettiva delle competenze.

la mobilitazione delle competenze  rappresenta la base di partenza del PLE.

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